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Pignoramento presso terzi nel recupero crediti B2B: guida operativa alle opportunità e limiti

Il recupero crediti tra imprese può rivelarsi un percorso complesso e spesso frustrante. Tra gli strumenti a disposizione dell’avvocato e del creditore, il pignoramento presso terzi emerge come una soluzione efficace per aggredire direttamente le risorse finanziarie del debitore. Questo articolo spiega in modo operativo come funziona il pignoramento presso terzi, quali sono i requisiti, i vantaggi e i limiti e come valutare se conviene adottarlo nel contesto B2B.

Documento legale con evidenziazione del pignoramento presso terzi.

Come funziona il pignoramento presso terzi

Il pignoramento presso terzi è un procedimento esecutivo disciplinato dagli artt. 543 e ss. c.p.c., che consente al creditore di aggredire crediti che il debitore vanta nei confronti di terzi, come ad esempio conti correnti bancari, crediti verso clienti o fornitori, o altre somme dovute da soggetti terzi.

I soggetti coinvolti

  • Creditore: colui che è titolare di un credito certo, liquido ed esigibile

  • Debitore: il soggetto obbligato al pagamento.

  • Terzo pignorato: il soggetto che detiene somme o è debitore a sua volta nei confronti del debitore esecutato (ad esempio una banca o un cliente del debitore).

Il meccanismo operativo

1.      Titolo esecutivo e precetto: il creditore deve essere in possesso di un titolo esecutivo valido (sentenza, decreto ingiuntivo esecutivo o altro titolo previsto dalla legge) e deve aver notificato l’atto di precetto.

  1. Individuazione del terzo: il creditore deve sapere chi detiene somme o crediti del debitore. Può trattarsi di una banca, un cliente o un altro soggetto.

  2. Atto di pignoramento: il creditore, tramite il proprio avvocato, notifica al debitore e al terzo l’atto di pignoramento, con cui intima al terzo di non disporre delle somme dovute al debitore nei limiti dell’importo indicato.

4.      Iscrizione a ruolo: la procedura deve essere iscritta a ruolo presso il tribunale competente nei termini di legge (30 gg. dalla restituzione dell'atto notificato).

5.      Dichiarazione del terzo e ordinanza di assegnazione: il terzo rende una dichiarazione circa l’esistenza e l’entità delle somme dovute; successivamente il giudice, verificata la regolarità della procedura, può disporre l’assegnazione delle somme al creditore.

Esempio pratico

Un’azienda A ha un credito di 50.000 euro verso l’azienda B, che però non paga. L’azienda A scopre che B ha un conto corrente presso la banca C con un saldo sufficiente. L’avvocato di A procede con il pignoramento presso terzi notificando l’atto alla banca C, che è obbligata a bloccare la somma e a versarla ad A, salvo opposizioni.

Requisiti per il pignoramento presso terzi

Per procedere con il pignoramento presso terzi è necessario che:

  • Il credito del creditore sia certo, liquido ed esigibile. Ciò significa che il credito deve essere accertato, determinato nel suo ammontare e non soggetto a condizioni.

  • Il creditore abbia un titolo esecutivo valido, come una sentenza, un decreto ingiuntivo o un altro titolo riconosciuto dalla legge e abbia notificato l’atto di precetto.

  • Il terzo pignorato sia individuato con precisione e sia effettivamente debitore del debitore principale o detentore di somme a suo favore.

Vantaggi del pignoramento presso terzi

  • Efficacia diretta: consente di colpire liquidità o crediti già esistenti presso soggetti terzi.

  • Rapidità: rispetto ad altre forme di esecuzione, il pignoramento presso terzi può bloccare rapidamente somme disponibili.

  • Pressione sul debitore: il blocco di conti o crediti può indurre il debitore a definire rapidamente la posizione.

  • Ampiezza applicativa: possono essere pignorati non solo conti bancari, ma anche crediti verso clienti o altri rapporti economicamente rilevanti.

Limiti e criticità

  • Individuazione del terzo: se il creditore non conosce i terzi che detengono somme o crediti del debitore, il pignoramento può risultare inefficace.

  • Opposizione del terzo o del debitore: il terzo può opporsi se ritiene che il credito non sia dovuto e il debitore può contestare l’esecuzione.

  • Costi e tempi: pur essendo rapido, il procedimento comporta costi legali e può richiedere tempo in caso di opposizioni.

  • Somme insufficienti: il terzo potrebbe non avere somme sufficienti a coprire il credito.

  • Vincoli normativi: alcune somme sono impignorabili o soggette a limiti, come ad esempio stipendi o somme necessarie al sostentamento.


Quando conviene usare il pignoramento presso terzi

Per capire se conviene procedere con il pignoramento presso terzi, è utile valutare:

  • Conoscenza dei terzi: se si conoscono conti o clienti del debitore con disponibilità finanziarie, il pignoramento è più efficace.

  • Importo del credito: per crediti di entità significativa, il pignoramento può giustificare i costi legali.

  • Stato patrimoniale del debitore: in assenza di beni facilmente aggredibili, il pignoramento presso terzi può rappresentare la soluzione più efficace.

  • Tempistiche: se si cerca una soluzione rapida, il pignoramento può bloccare immediatamente somme.

  • Possibilità di accordo: a volte il pignoramento può essere usato come leva per negoziare un pagamento.

Caso pratico

Un’azienda vanta un credito di 30.000 euro verso un cliente insolvente da diversi mesi e sa che dispone di un conto corrente con saldo superiore a tale importo. Procedere con il pignoramento presso terzi può bloccare immediatamente la somma e costringere il cliente a pagare o a negoziare.

Consigli pratici per il creditore

  • Ricerca preventiva: indagare con attenzione i rapporti finanziari del debitore.

  • Titolo esecutivo solido: assicurarsi che il titolo sia valido e aggiornato.

  • Assistenza legale: affidarsi a un avvocato esperto per la redazione e notifica degli atti.

  • Valutare costi e benefici: considerare se il valore del credito giustifica le spese.

  • Monitorare le opposizioni: essere pronti a gestire eventuali contestazioni.

 
 
 

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