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Evitare gli errori comuni nella gestione degli insoluti: consigli pratici da Massimo Gotta

Gestire un credito insoluto può trasformarsi in un vero e proprio incubo per molte aziende. Spesso, però, gli errori più gravi si commettono prima ancora di affidare il recupero a un professionista. Come avvocato con anni di esperienza nel settore, ho potuto osservare quali sono le difficoltà più frequenti e quali pratiche possono compromettere la possibilità di recuperare un credito. In questo articolo, vi racconto gli errori più comuni che le aziende fanno nella gestione degli insoluti e vi propongo una procedura correttiva chiara e concreta per evitarli.


Vista ravvicinata di un calendario con scadenze evidenziate in rosso
Scadenziario con date di pagamento evidenziate


Scadenziari poco curati o inesistenti


Uno degli errori più frequenti riguarda la gestione dello scadenziario. Molte aziende non tengono traccia in modo preciso delle scadenze di pagamento o aggiornano i dati in modo sporadico. Questo porta a dimenticanze, ritardi nei solleciti e, di conseguenza, a una perdita di controllo sui crediti.


Esempio pratico:

Un’azienda che non aggiorna regolarmente il proprio scadenziario rischia di inviare il primo sollecito con settimane di ritardo, dando al debitore la sensazione che il mancato pagamento non sia una priorità. Questo indebolisce la posizione dell’azienda in caso di contenzioso.


Come evitarlo:

  • Creare uno scadenziario digitale sempre aggiornato con notifiche automatiche.

  • Verificare quotidianamente le scadenze in arrivo e quelle già superate.

  • Assegnare a una persona specifica il compito di monitorare i pagamenti.



Solleciti improvvisati e poco efficaci


Un altro errore comune è inviare solleciti senza una strategia precisa. Spesso le aziende mandano email o telefonano senza un piano, con messaggi poco chiari o troppo generici.


Esempio pratico:

Nel caso in cui un cliente invii solleciti via email senza indicare l’importo esatto, la scadenza o le conseguenze del mancato pagamento, il debitore potrebbe ignorare i messaggi, sostenendo di non aver mai ricevuto richieste formali.


Come evitarlo:

  • Preparare modelli di sollecito chiari e professionali.

  • Indicare sempre l’importo dovuto, la data di scadenza e le eventuali penali.

  • Stabilire una tempistica precisa per l’invio dei solleciti (ad esempio, primo sollecito a 7 giorni dalla scadenza, secondo a 15 giorni, ecc.).

  • Documentare ogni comunicazione per avere prove in caso di contenzioso.



Prove deboli o incomplete


Quando si arriva alla fase giudiziale, la forza del credito dipende dalle prove raccolte. Molte aziende non conservano documentazione adeguata o non formalizzano accordi importanti, indebolendo la loro posizione.


Esempio pratico:

Un’impresa ha concesso una dilazione di pagamento verbale senza alcuna conferma scritta. Quando il debitore ha smesso di pagare, l’azienda non ha potuto dimostrare l’accordo e si è trovata a dover affrontare una lunga e costosa causa.


Come evitarlo:

  • Conservare sempre fatture, contratti, ordini e ogni documento relativo al credito.

  • Formalizzare per iscritto ogni modifica agli accordi di pagamento.

  • Registrare ogni comunicazione importante, anche telefonica, con un breve riassunto scritto.



Concessioni non formalizzate


Spesso, per mantenere buoni rapporti con i clienti, le aziende concedono sconti, proroghe o dilazioni senza mettere nulla per iscritto. Questo può creare confusione e contestazioni.


Esempio pratico:

Un cliente ha ottenuto una proroga di pagamento tramite una telefonata, ma poi ha negato di aver ricevuto tale concessione. L’azienda non aveva alcuna prova scritta e ha dovuto rinunciare al credito.


Come evitarlo:

  • Redigere sempre un documento scritto e firmato per ogni concessione.

  • Inviare conferme via email o PEC per rendere ufficiali gli accordi.

  • Inserire clausole chiare nei contratti che regolino eventuali modifiche.



Vista frontale di una scrivania con documenti, penna e contratto firmato
Documenti firmati per accordi di pagamento


Procedura correttiva per una gestione efficace degli insoluti


Per evitare gli errori descritti, propongo una procedura semplice ma efficace, che ogni azienda può adottare:


  1. Creare e aggiornare uno scadenziario digitale

    Utilizzare software gestionali o fogli di calcolo con notifiche automatiche per monitorare tutte le scadenze.


  2. Definire una strategia di sollecito

    Preparare modelli di comunicazione chiari e stabilire tempi precisi per ogni sollecito.


  3. Formalizzare ogni accordo

    Non concedere mai modifiche verbali. Ogni proroga, sconto o dilazione deve essere scritta e firmata.


  4. Conservare tutta la documentazione

    Archiviare fatture, contratti, email e ogni prova utile per eventuali azioni legali.


  5. Formare il personale

    Assicurarsi che chi si occupa della gestione crediti conosca la procedura e l’importanza della documentazione.


  6. Monitorare e rivedere la procedura

    Periodicamente verificare l’efficacia della gestione e apportare miglioramenti.



Adottare queste semplici regole permette di affrontare gli insoluti con maggiore sicurezza e di aumentare le probabilità di recupero. La chiarezza e la precisione nella gestione del credito non solo proteggono l’azienda, ma migliorano anche i rapporti con i clienti, evitando malintesi e contenziosi inutili.


Se la vostra azienda ha difficoltà nella gestione degli insoluti, è il momento di rivedere le vostre procedure. Un approccio organizzato e professionale fa la differenza tra un credito perso e un credito recuperato.



 
 
 

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